LA
CUCINA TIPICA
Specialità di terra e di mare Le caratteristiche della cucina marchigiana
|
Stoccafisso all' anconetana Ingredienti: Stoccafisso, olio, cipolla, carote, maggiorana,prezzemolo,aglio, sedano,sale, pepe,filetto di pomodoro maturo,burro, vino bianco, patate. Preparazione: Acquistate
stoccafisso di prima qualità che se non già bagnato dovrà essere tenuto completamente a
bagno dai tre fino agli otto giorni in acqua fredda, da rinnovare spesso, così che i
tessuti del merluzzo riacquistino l'umidità perduta durante l'essicazione. |
Saraghine a scotadeto Na roba ghiota che te costa
pogo saria la saraghina a scotadeti; "Ceriago" |
Brodetto all' anconetana Ingredienti:Pesce di diverse
qualità (seppie, pannocchie, scampi, merluzzi, triglie, sogliole, testole, rombi,
scorfani, calamari), sale, una cipolla, due spicchi d'aglio, olio, aceto, prezzemolo,
passato di pomodoro, conserva. fette di pane casereccio. |
| il fondo del tegame e si condiscono con il sugo precedentemente
preparato. Si pone poi qualche fiocchetto di burro e su tutto si versa olio in abbondanza fino a coprire lo strato di stoccafisso. Nella disposizione dello stoccafisso si deve prevedere di lasciare uno spazio libero per le patate tagliate a spicchi che dovranno essere tenute a stufare in un angolo del tegame. A questo punto per chi piace si può anche bagnare con del vino bianco. Il tegame con il coperchio va quindi messo a cuocere sul fornello per circa due ore, avendo l' accortezza di scuoterlo ogni tanto senza però rimescolare, ciò per evitare che faccia corpo unico e che si attacchi al fondo. Lo stoccafisso sarà pronto quando le patate saranno cotte. Si toglie quindi il tegame dal fuoco, si leva il coperchio, si pone sulla casseruola un foglio di carta assorbente, si ricopre il tutto e si lascia così per circa un quarto d' ora. A tavola nei piatti si versano prima le patate poi lo stoccafisso, ben guarnito di condimento, completa il tutto un bel bicchiere pieno di Verdicchio dei Castelli di Jesi. |
|
|
|
| ________________________________
|
SECONDI PIATTI |
________________________________ |
|
| ________________________________
|
||
La storia e la cultura marchigiana attraverso la Gastronomia |
LINK |
|
I VINI
| Ora
canterò Bacco e i Germogli del bosco e i frutti dell' ulivo. (Virgilio) |
La coltivazione della vite nelle Marche e conseguentemente la preparazione del vino, risale all' VIII secolo a.C. circa. Nel corso dei secoli, la vinificazione andò raffinandosi e specializzandosi sempre più fino ad arrivare ai vini d' oggi molto apprezzati e conosciuti, primi fra tutti il Rosso Conero, il Rosso Piceno ed il Verdicchio dei Castelli di Jesi e a seguire il Lacrima di Morro d'Alba, la Vernaccia di Serrapetrona, il Sangiovese dei Colli Pesaresi il Bianchello del Metauro ed il Falerio di Ascoli.
|
| Lacrima di Morro D' Alba - Il nome di questo vino deriva dall'omonimo vitigno, il Lacrima, di origini antichissime ed ancora coltivato nel comune di Morro D' Alba e nei territori dei vicini comuni (Monte S. Vito, San Marcello, Belvedere Ostrense, Ostra e Senigallia). Il Lacrima è un vino quasi del tutto monovitigno, corretto fino d un massimo del 15% con uve Montepulciano e Verdicchio. Per la produzione è raccomandata la tecnica enologica detta del "Governo Toscano", la quale consiste nel risvegliare la fermentazione del vino già svinato (entro e non oltre il 31 dicembre), aggiungendo mosto di uve scelte. Il lacrima, prodotto nelle due versioni amabile e secco, è di colore rosso rubino carico ed ha un profumo gradevole e intenso. Per il suo sapore morbido, caratteristico, di medio corpo, si abbina a salumi, timballi, e lasagne al forno, arrosti e stufati di carni rosse, selvaggina minuta allo spiedo. La sua gradazione alcolica minima è di 11 °C. |
|
| Rosso Conero - La singolare conformazione montuosa che sovrasta la città di Ancona, il Monte Conero, che da sempre ospita la coltura della vite, da il suo nome ad un Vino che è diventato oramai pari ai più famosi vini Italiani nel mondo. La prima citazione dei vini di Ancona si trova nell' opera "Historia Naturalis" di Plinio il Vecchio che. elencando i numerosi vini prodotti all'epoca in Italia, ricorda quelli Anconetani come tra i più noti del versante adriatico. Molti furono poi i cenni letterari e poetici sul Rosso Conero, tra cui i più illustri quelli di Andrea Bacci, medico di Papa Sisto V e professore di botanica all' Università di Roma e quelli di Giacomo Leopardi. Questo vino nasce da vitigni di Montepulciano con aggiunta di Sangiovese (max 15%) coltivati nelle colline intorno al Monte Conero, nei comuni di Ancona, Camerano, Offagna, Sirolo, Numana, Osimo e Castelfidardo.Il Rosso Conero dal profumo gradevole e vinoso ha una colorazione rosso rubino brillante. Per il suo sapore asciutto, sapido,armonico e corposo si abbina con primi piatti di pasta conditi da sughi di carne e con arrosti di carni bianche. Se invecchiato accompagna arrosti di carni rosse, brasati e cacciagione .La sua gradazione alcolica minima raggiunge gli 11,5 °C.
|
| Verdicchio dei Castelli di Jesi - Il Verdicchio è il vino DOC delle Marche più famoso e storicamente conosciuto. Ifilari di Verdicchio, antichissimo vitigno originario di queste terre emigrato poi in Friuli, Veneto, Toscana e Campania, si distendono sulle colline che fiancheggiano il fiume Esino, culla della coltura della vite nelle Marche. Al centro di questa storica zona viticola, chiamata dei Castelli di Jesi, sorge la città omonima, l' antica Aesis. La storia di Jesi si intreccia con quella dei suoi Castelli che hanno dato il nome alle località di Castelbellino, Castelplanio, Maiolati, Monte Roberto, Cupramontana, Staffolo e S.Paolo di Jesi. In particolare Cupramontana è tradizionalmente la patria del Verdicchio, in quanto già nel 217 D.C., attorno al tempio della dea Cupra (dea della ricchezza e dell' opulenza), si tenevano riti propiziatori con sacre bevute di un vino, probabile antenato dell'odierno Verdicchio. Dagli antichi Romani la fama del Verdicchio arrivò anche ai Barbari, si racconta infatti che Alarico, re dei Visigoti, nel 410 D.C. attraversando le Marche per raggiungere e stringere d' assedio Roma, caricò ben 40 muli con barili di Verdicchio, ritenendo nessun altra cosa al mondo migliore di questo vino per mantenere la salute e stimolare la forza dei suoi soldati. Vale anche la pena ricordare tra le tante, la citazione poetica di Pietro L' Aretino che, nonostante la fama di denigratore di tutto e tutti, per il Verdicchio spese parole soavi per esaltarne le virtù dietetiche e gustative. Il Verdicchio si ottiene da vitigni di Verdicchio con aggiunta di Malvasia toscana e Trebbiano toscano (max. 15%). La colorazione del Verdicchio è di un giallo paglierino tenue e brillante, il suo profumo è delicato e caratteristico. Per il sapore asciutto, armonico dal retrogusto gradevolmente amarognolo, si abbina a piatti di pesce cucinati alla brace o in umido bagnati dallo stesso vino, a triglie all' anconetana, a primi piatti importanti e a carni bianche cucinate semplicemente. Raggiunge una gradazione minima di 11,5 °C.
|
| Verdicchio
di Matelica - Dalla celebre zona di
Matelica, nasce questa uva D.O.C. che già da molto tempo ha fatto conoscere le Marche nel
mondo.
|